Medicinali da evitare

Ieri leggendo ho trovato questo articolo su  Prescrire.org .

Potete scaricare il pdf direttamente.

Ecco alcuni dei medicinali a rischio:

La trimétazidine (Vastarel® ou autre) – (questo il cardiologo me lo aveva affibbiato, l’ho preso per quasi 6 mesi e poi gli ho detto che per me non andava bene e ho smesso, lui non era molto d’accordo, adesso sono 8 mesi che non lo prendo più e mi sento molto, ma molto meglio!!)

Le tacrolimus dermique (Protopic®)

Le kétoprofène en gel (Ketum® gel ou autre)- (qui in farmacia lo danno regolarmente anche perché  il classico voltarene non c’è)

Le piroxicam (Feldène® ou autre) – (idem come sopra)

Ibuprofène (Brufen®)- (beh questo è il brufem, si sa lo si prende)

Buona lettura!!

4 thoughts on “Medicinali da evitare

      • Ma bisognerebbe sapere perché sono a rischio, quali sono le vere motivazioni (in realtà, devo ancora leggere l’articolo del sito che hai menzionato e se è in francese non so se ci riuscirò): ad esempio l’ibuprofene non è solo il Brufen, ma anche Moment, anche il Nureflex che è l’analgesico per i bambini, quindi è di uso molto comune. Per quello che ne so io, alcuni dei problemi dei farmaci che ho nominato consistono nel fatto che sono epatotossici e nefrotossici, inoltre se si hanno già problemi di gastrite, l’ibuprofene tende a peggiorarli. Non so se ci sono altre controindicazioni di cui sono al corrente. Ma ci sono casi in cui non si può farne a meno. Io poi, dopo i problemi gravi di allergie che ho avuto l’anno scorso, posso fare affidamento praticamente solo su questo, perché il mio medico di base mi ha tolto praticamente quasi tutto il resto. Penso che l’importante sia evitare di abusarne. Io comunque non mi fido ciecamente anche di quello che si legge nei vari siti internet: se le notizie non mi arrivano da fonti ufficiali, non sono convinta (e a volte diffido anche delle fonti ufficiali). Sono abbastanza convinta che anche dietro alle campagne diffamatorie nei confronti di questo o quel farmaco ci sia una questione di business e di interessi che noi comuni mortali non addetti ai lavori non ci possiamo nemmeno immaginare. Bisognerebbe avere la competenza giusta per riuscire a capirci qualcosa, tipo una laurea in medicina. Altrimenti, l’unica è sperare di avere un medico bravo e coscienzioso e allo stesso tempo con una buona integrità morale. La verità è che sarebbe meglio non dover mai ricorrere ai farmaci, di qualunque natura essi siano. Ma purtroppo questa è un’utopia.

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